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Leonardo Viola - Via dei Mille, 2 - Cisano Bergamasco - 24034 - Bg - Italy - Tel. 349.2891356 - leonardo.viola@alice.it | area riservata

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Mostra di pittura d Leonardo Viola - Lecce 2013

Dal 01 settembre al 10 settembre 2013 presso la Galleria Maccagnani di via Vittorio Emanuele n.56, Lecce, in mostra verrà esposta un'accurata antologia di opere pittoriche del maestro Leonardo Viola, prodotte dal 2000 al 2013.

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Mostra Giulianova

Dal 24 aprile al 2 maggio 2009 l’associazione culturale “Piazza Dante” a Giulianova Alta
(Teramo) ospita un’accurata selezione di opere pittoriche dell’artista Leonardo Viola.
Nato a San Giovanni Rotondo ma trasferitosi presto nel bergamasco, è giornalista oltre che
pittore. Formatosi alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera, ha partecipato a
vari concorsi nazionali e [...]

Dal 24 aprile al 2 maggio 2009 l’associazione culturale “Piazza Dante” a Giulianova Alta
(Teramo) ospita un’accurata selezione di opere pittoriche dell’artista Leonardo Viola.

Nato a San Giovanni Rotondo ma trasferitosi presto nel bergamasco, è giornalista oltre che
pittore. Formatosi alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera, ha partecipato a
vari concorsi nazionali e internazionali, esponendo in Italia – soprattutto nella sua
terra d’origine, la Puglia – e all’estero.

La sua prima personale risale al ’74, e porta già con sé quell’essenzialità tipica della
concezione artistica di Leonardo Viola: la pittura per lui è il passaggio del suo essere
artista sulla terra, è il messaggio che egli lascia alla vita e per la vita. Un pittore si
riconosce nelle sue opere, così come colui che le guarda, e in questo semplice pensiero è
racchiusa tutta l’universalità dell’arte.

Nella mostra in corso a Giulianova è possibile ammirare una serie di paesaggi ad acrilico
– ispirati tanto alla “madre terra” pugliese quanto ai noti monti bergamaschi, di
manzoniana memoria – che muovono tra figurativo e astratto, raggiungendo esiti a volte
stilizzati ed estremi (come in “Ritorno a Manhattan”). Si tratta di opere in cui è
evidente la formazione ‘classica’ dell’artista, nel sapiente uso del disegno e della
prospettiva, qui tuttavia ‘trasfigurato’ – e superato – dall’elemento dominante del
colore.

Il paesaggio, infatti, si genera attraverso i colori che la natura offre, e a cui lo
studio geometrico condotto dal pittore funge solo da ‘intelaiatura’ di contorno. I colori
non esistono secondo Leonardo Viola, poiché l’atmosfera, frapponendosi tra noi e la
realtà, ce li restituisce in modo non veritiero. Essi, pertanto, non sono altro che (somma
di) emozioni: in particolare il blu è il colore che ha accompagnato la vita di questo
artista, nel suo valore simbolico legato alla riflessione e alla serenità.

Un colore – che si accende di rosso solo quando assume il carattere di esperienza –
‘pensato’ proprio in sostituzione della forma, e che si sgretola sul piano a partire dal
centro sfumando progressivamente sul legno, per trovare infine nuova ‘linfa vitale’ grazie
a ritocchi di luce successivamente apportati dall’artista.

Quella di Leonardo Viola è una pittura fortemente intimista, che traduce in chiave
contemporanea la visione romantica dell’arte del paesaggio, inteso – a partire
dall’Ottocento e grazie ad artisti come John Constable o WilliamTurner – come
‘contenitore’ di stati d’animo, riflesso di un’interiorità che trasforma la
rappresentazione (fino ad allora figurativa, di resa analitica del vero) in
interpretazione.
Ecco allora che, dalle scomposizioni operate da Paul Cézanne fino a quelle novecentesche
di alcune avanguardie (come il Futurismo), il paesaggio costituisce un tema artistico con
cui confrontarsi ancora oggi in termini di espressività ed individualità.

Leonardo Viola lo fa con maestria e delicatezza (le sue case nel verde non hanno finestre,
per preservare l’intimità del nido familiare), mettendo in scena i lecci del Gargano, le
acque del Tavoliere delle Puglie o le montagne di Cisano Bergamasco, il tranquillo paese
tra Lecco e Bergamo in cui da tempo risiede.

Paesaggi reali e insieme di fantasia, che si ha la sensazione di aver visto e conosciuto,
dove le linee dell’orizzonte seguono le venature del legno, e in cui ciascuno di noi,
coinvolgendosi attraverso i sensi nel dipinto, può ritrovare la ‘trama’ di un luogo che è
anche il proprio, e diventare parte così integrante dell’opera.
(da cultura.abruzzoworld.com)